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Gorizia, città santa e maledetta.

Appellativi che si rincorrono spesso, per chi come noi, mosso dalla passione per la storia militare che ha martoriato e visto protagonista Gorizia e la sua provincia durante la Grande Guerra, ricerca ciò che ci è stato lasciato come testimonianza di quegli eventi, in lettere dal fronte, documenti, uniformi, buffetterie, oggetti personali, monumenti e quant’altro.

Ma soprattutto Gorizia, che per mia definizione e con un velo di nostalgia, definirei una stanca signora dal passato glorioso adagiata sulle rive del fiume che dolcemente la accarezza e la unisce al suo territorio: l’Isonzo.

Si, proprio l’Isonzo, che, con le sue acque, anticamente acclamate per lo stupendo colore turchese, si intrise e si macchiò, durante la grande guerra, del sangue di migliaia di giovani vite che sulle sue sponde furono sacrificate a difesa o alla conquista della famosa “Testa di Ponte di Gorizia”.

Quindi, quale nome poteva essere più appropriato per un’associazione presente a Gorizia e nell’isontino se non quella di “Isonzo”?

Proprio da questo amore per la propria terra, dalla passione sfrenata per la storia militare in quanto tale, in modo particolare degli ultimi cento anni, ma sempre attenti anche ai fatti d’arme meno noti e a noi meno recenti, ma non per questo meno importanti, che hanno insanguinato queste località nei secoli addietro, abbiamo deciso di partecipare attivamente e con umiltà al ricordo e alla riscoperta di quei luoghi e di quelle vestigia (trincee, camminamenti, monumenti, etc.) ancora oggi presenti, preservandoli dalla completa rovina e oblio.

Tutto questo corredato da un minuzioso studio uniformologico di cui molti soci sono cultori ed appassionati collezionisti. Infatti solo studiando a trecentosessanta gradi il territorio in cui si sono consumati i drammi della guerra di trincea tra gli opposti schieramenti, come per fare un esempio a noi vicino il Monte Calvario, Oslavia, Monte Sabotino e via discorrendo e solo calandoci nello studio della militaria (elmi, uniformi, documenti, etc), della memorialistica e delle opere monumentali lasciateci a testimonianza, si potrà ricordare e accogliere un monito che è quasi una preghiera, fioca e lieve, che sembra elevarsi, ogni qualvolta qualcuno ripercorra i campi di battaglia o visiti trincee, monumenti o cimiteri militari: NON DIMENTICATECI.

Ed è a loro e alla nostra bella Gorizia che dedichiamo il nostro lavoro e le pagine di questo sito.

Stefano Zucchiatti
Presidente dell’Associazione “Isonzo”
Gruppo di Ricerca Storica

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