IN MEMORIAM – V SPOMIN - ZUR ERINNERUNG

Il 17 agosto 1916, di questi giorni novant’anni fa, si spegneva la Sesta battaglia dell’Isonzo. L’”impetuosa avanzata” che aveva portato alla conquista di Gorizia si impantanava negli acquitrini della Vertoibizza e della Grazigna, alla periferia di Gorizia e l’esercito austro-ungarico, per la cui “rotta” i media nazionali avevano intonato anzitempo il de profundis, vi avrebbe inchiodato Cadorna da qui a Caporetto. Fino ad allora qualche chilometro quadrato ancora di pietraia carsica e di macerie, il Monte Santo e la Bainsizza. Il San Gabriele e l’Ermada , a fare da ultimi Golgota per il Fante italiano. Il giorno successivo, i popoli della Monarchia, distratti da esigenze di pura sopravvivenza quotidiana, trascorsero in sordina il mesto genetliaco del vecchio Imperatore, il suo ultimo Diciotto di Agosto. Nello stesso giorno, sui campi di battaglia si raccoglievano i caduti, dando loro, per quanto possibile, degna e cristiana sepoltura. Ai quasi 21 mila italiani e 18 mila austro-ungarici morti e dispersi nella battaglia dell’agosto 1916, vogliamo dedicare non un monumento di fredda pietra, ma una semplice foto: un arco di pace che oggi, 21 agosto 2006, si è posato sulla vetta del San Gabriele, il Monte del Sangue.

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